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Diario
 



9 gennaio 2009

Randy "the Ram" Vs Walt Kowalski

Ve lo dico io prima di tutti gli altri critici: The Wrestler e Gran Torino sono praticamente lo stesso film. Lo stesso grandissimo film. 


29 dicembre 2008

2008: best & worst

Non ci riesco proprio a fare una classifica standard con i dieci titoli del 2008. Quindi eccovi, a casaccio, quelli che mi ricordo essere stati i momenti piu' belli e brutti, cinematograficamente parlando, del 2008.

BEST

1) The Wrestler. Non riuscire ad alzarsi dalla sedia alla fine, e non solo per via della canzone di Bruce. Vedere Mickey Rourke piangere in Sala Grande. Chi l'avrebbe mai detto.

2) Mattina di pioggia, proiezione stampa di Frost/Nixon. Bello. Quando è finito gli addetti stampa mi dicono: "se vuoi rimanere mostriamo un altro film, ci è arrivata la pellicola con largo anticipo" Io chiedo : "quale?" Loro dicono: "Changeling". Amen. Addio pausa pranzo. Rimango in sala altre due ore e mezza, e che filmone. Grazie Clint.

3) Sempre a Venezia. Io volevo andare a mangiare un panino, invece gli amici mi trascinano controvoglia a vedere il nuovo Kitano, che da un po' non mi entusiasma piu'. Invece, sorpresa, scopro un capolavoro. A quanto pare c'e' un collegamento tra grandi film e pranzi saltati.

4) La prima mezzora di There Will Be Blood. Facciamo la prima ora. Anzi, un'ora e mezza. Beh, dai, tutto il film a parte qualche sbavatura sul finale.

5) Il ginocchio destro di Rebecca Hall quando appare per la prima volta in Frost/Nixon. La bocca di Rebecca Hall in Vicky Cristina Barcelona. Spero di aggiungere altre parti del corpo nel 2009.

6) Dopo la rituale colazione con Turrini al Caffè Balzac di Postdamer Platz, godere come degli scolaretti che marinano la scuola davanti a Shine a Light di Scorsese, seduti così vicini allo schermo che sembrava quasi di sentire la puzza di sudore (da vecchio) di Keith Richards.

7) Altro momento musicale, sempre a Berlino con Turrini: sentire Patti Smith che canta Amore che vieni, amore che vai di Fabrizio de Andrè, al suo gatto. Alla faccia.

8) Diane Kruger che lancia a Turrini un inequivocabile, arrapante sguardo ammaliatore...

9) Ponyo!

10) Pierfrancesco Favino che fa l'imitazione di Mastroianni. Meraviglioso.

Best/Worst: i Coen. Magnifici cazzari in Burn After Reading. Indigeribili in No Country for Old Men. Io la penso così. Amen.

Sempre nel Worst, lasciatemi aggiungere: i filmazzoni italiani tipo Caos calmo e Un giorno perfetto, Australia (!), vedere il Lido che si svuota ogni anno sempre più e Pupi Avati che fa polpette del talento della Rohrwacher, eppoi scoprire che, nonostante sempre più altisonanti lauree in discipline dello spettacolo et similia, i giovani cinephiles non han mai visto I quattrocento colpi o Casablanca, e non hanno neanche voglia di farlo!

Adesso quando premerò Invia, mi ricorderò di almeno altre venti cose da dire. Vabbè, c'è tempo.












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6 dicembre 2008

Mi sarebbe piaciuto...

Mi sarebbe piaciuto scrivere di Cimino a Roma, di Eastwood che continua a fare grandi film a 78 anni, dello scontro verbale tra David Frost e Richard Nixon, mi sarebbe piaciuto scrivere di quello che sta succedendo nel cinema, che diventa sempre piu' tridimensionale e sempre piu' brutto, di come l'altra sera davanti al prologo di Beau Geste (1926) mi stava venendo un coccolone da quanto era bello e avvincente, mi piacerebbe riuscire a scrivere della crisi finanziaria che sta inghiottendo Amsterdam, dopo aver messo a ferro e fuoco Londra, di questo inverno nero passato nei caffe' a cercare di scrivere qualcosa che avesse un senso, ma l'unica cosa che ha ancora un senso di questi tempi e' la dolente The Wrestler che ascolto in repeat. Mi batto sui gomiti come "The Ram", aspettando che finalmente il film esca cosi' la gente capira' che non sono matto, solamente un po' rovinato ma ancora buono per un comeback, se ci danno una chance. E speriamo che dopo la Grande Depressione arrivi anche il New Deal.

PS Non vi risparmiero', pero', il bilancio di fine anno cinematografico e non


30 ottobre 2008

Halloween al Festival di Roma?

appena arrivata nel mio mailbox dall'ufficio stampa del festival:

APPUNTAMENTI VENERDI’ 31 OTTOBRE 
 

GINA LOLLOBRIGIDA

Orario

Evento/Luogo

13.00

Photo call Gina Lollobrigida

13.15

Proiezione stampa documentario “Gina Lollobrigida. Un simbolo italiano nel mondo” – Sala Petrassi

13.30

Conferenza stampa Gina Lollobrigida – Sala Petrassi

18.00

Red carpet Gina Lollobrigida

 


11 settembre 2008

Se Atene piange...

Mi dicono che al party del film Rachel Getting Married a Toronto, hanno dato agli ospiti una drink card con due (2) consumazioni, e il resto a pagamento... la recessione si fa sentire anche fuori dal Lido, insomma.


20 agosto 2008

l'ultimo valzer...

 Leggo da comunicato stampa del Festival Internazionale del Film di Roma (ex-Festa del Cinema) che durante la prossima edizione Michael Cimino "presenterà le sequenze delle più belle scene di ballo del cinema mondiale, riunite in un montaggio che sta attualmente realizzando appositamente per il Festival". I bookmakers ovviamente non accettano scomesse sull'autoinclusione da parte del regista della sequenza del valzer de I cancelli del cielo nel montaggio, le quote sono troppo basse. Raggiunto dalla notizia, l'ottantaquattrenne Stanley Donen ha chiesto alla sua colf filippina di sentirlgi il polso: si', e' ancora vivo. Smottamenti insoliti a Bevery Hills: Vincente Minnelli ha gia' iniziato a rivoltarsi nella tomba.


11 agosto 2008

Isaac Hayes 1942 - 2008



Addio, chef!


23 luglio 2008

LA GAIA GURIA

 Roma, 23 lug. - (Adnkronos) - Sara' il maestro del cinema erotico all'italiana, Tinto Brass, a guidare la giuria del 'Queer Lion', il premio collaterale dedicato al miglior film con tematiche omosessuali alla prossima 65esima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Oltre a Brass, faranno parte della giuria Massimo Benvegnu', giornalista e critico di "Il Riformista" e del settimanale "Amsterdam Weekly", ed il collaboratore di "Variety" e direttore dell'agenzia "European-films.net", l'olandese Boyd van Hoeij.


9 giugno 2008

Italia-Olanda (il mio debutto calcistico)

 (su imbeccata di Massimiliano Gallo, mi sono trovato a contribuire allo speciale "Forza Italia" del Riformista di lunedi' scorso sulla nostra nazionale di calcio, con questo corsivo sul rapporto tra Italia e Olanda, dal punto di vista socio-politico-calcistico-folcloristico. E' la prima volta che scrivo di calcio in vita mia, e onestamente mi ci son divertito assai! MB)

Amsterdam – Le loro aspettative sono molto basse. O almeno questo e’ quello che vogliono farti credere. Pero’ nel frattempo, riempiono il frigorifero di lattine della locale Heineken (meraviglioso il verbo olandese hamsteren, fare provviste, letteralmente “fare come i criceti”), e si preparano alla maratona calcistica di giugno, quando i bar che si affacciano sulle stradine del Pijp e dello Jordaan si affolleranno di tifosi in maglia arancione, con improbabili cappelli di spugna a forma di testa di vacca frisona e con tanto di regolare campanaccio. Nonostante la flemma da paese del Nord, anche l’Olanda si riversa tutta nelle strade dopo ogni vittoria, anche solo nel primo girone, ed Amsterdam e’ invasa di bandiere e striscioni.
In preparazione agli Europei, la nazionale olandese e’ stata dotata di una nuova divisa da gioco, che molti giornalisti sportivi locali considerano la peggiore, dal punto di vista estetico, dai tempi dell’europeo del 1988, l’edizione in cui gli arancioni (allora forti del supertrio milanista formato da Ruud Gullit, Frank Rijkaard e Marco Van Basten) si aggiudicarono l’unico alloro internazionale della loro storia agonistica. Sembra che le nuove mute, squamate e rifrangenti, facciano sembrare la compagine, che vede attualmente sulla sua panchina proprio van Basten, un branco di pesci rossi che corre sull’erba verde, e probabilmente in televisione l’ “effetto acquario” sara’ ancora piu’ marcato. Quindi in prima istanza l’Italia potrebbe provare a superare l’Olanda dal punto di vista estetico. E’ vero che questa e’ la nazione dei grandi designer industriali, da Wim Crouwel a Bob Noorda, e che ovunque vai sei circondato da gezelligheid, la strana parola olandese che significa carino, confortevole e piacevole e che qui usano per tutto, dal vaso di fiori all’atmosfera di un locale, ma manca agli olandesi spesso quel guizzo, quello spunto che riesca a trasformare il bello funzionale in bello sublime, e che calcisticamente si potrebbe indicare in una di quelle azioni da antologia che ogni tanto riescono ai fantasisti del bel gioco italico, l’intuizione che smarca una difesa, il colpo di tacco, la rovesciata.

E’ altresi’ vero che questo e’ il paese che ha inventato il “calcio totale”, fatto di corse a tutto campo, grandi sacrifici collettivi e liberta’ d’azione. Ma cosa ha portato, in concreto, a livello di nazionale, se non due tristi secondi posti consecutivi ai Mondiali del 1974 e 1978? Un po’ come la politica della grande tolleranza olandese, che se da un lato ha raccolto grandi successi (pensiamo al fatto che nella nazione del fumo libero c’e’ ancora oggi la minor percentuale di morti per droga in Europa) dall’altro e’ soggetta oggi a grandi ripensamenti da parte dell’attuale governo di centro-destra guidato dal cinquantenne Jan Peter Balkenende (soprattutto in materia di immigrazione). Qui l’Italia, meno sbottonata politicamente e calcisticamente, potrebbe dare una seria lezione agli olandesi, dal punto di vista conservativo. Se loro ergono ancora a simbolo delle glorie sportive il rivoluzionario, in tutti i sensi, Johan Cruyff, noi siam pur sempre la patria di Nereo Rocco, l’allenatore che perfeziono’ il catenaccio fino al livello di forma d’arte. Quale in fondo il modo migliore per fermare i nipotini del “profeta del gol” dalle simpatie maoiste, se non seguendo l’antico insegnamento del “paron” Rocco: «Tuto quel che se movi su l'erba, daghe. Se xe la bala, pasiensa»? (ovvero «Tutto quello che si muove sull'erba, colpiscilo. Se è la palla, pazienza»). Non dimentichiamo un precedente estremamente significativo: quella semifinale agli europei del 2000 tra Italia ed Olanda, giocata proprio qui nel sontuoso catino della Amsterdam Arena caro all’Ajax. I padroni di casa, in vantaggio numerico per piu’ di meta’ gara a causa di un doppio cartellino giallo a Zambrotta, sprecano inesorabilmente due rigori a favore durante i tempi regolamentari (uno parato da Francesco Toldo, l'altro spedito da Kluivert sul palo), continuano ad attaccare durante i supplementari, e l’Italia risponde solo in contropiede. Ai rigori, Toldo ripete il miracolo due volte e Jaap Stam spara sopra la traversa. Ma soprattutto, Francesco Totti spolvera l’ormai mitico “cucchiaio” che portera’ l’Italia in finale (ahime’ sconfitta dal golden gol di Trezeguet) e fama internazionale al “pupone”. Addio sogni di calcio totale. La nazionale olandese sprofondera’ in una crisi nera, mancando la qualificazione ai Mondiali di Corea nel 2001 e iniziando un vazler di panchine che si fermera’ solo anni dopo grazie a Van Basten. Nel 2002 l’assassinio del leader politico Pim Fortuyn e l’ascesa di Balkenende faranno svoltare il paese della socialdemocrazia libertaria verso destra. E’ tempo di leccarsi le ferire, riformare, e riprendere fiato dopo le interminabili, e a volte improduttive, corse lungo la fascia. Adesso cercano di fare i dimessi, i morigerati, ma sotto sotto non aspettano altro che far suonare ancora una volta i loro campanacci. Per vincere, l’Italia deve solo ricordarsi di quel cucchiaio, perfetto elogio della nostra follia calcistica.


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7 giugno 2008

Dino Risi 1916-2008



Il più grande.


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28 maggio 2008

Come eravamo...



Con Sydney Pollack, una mattina di settembre del 1993... un vero regista gentiluomo.


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10 maggio 2008

Oggi al parlamento

"Non son ministro perche' son bravo allo scritto, non all'orale"
MB


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29 aprile 2008

Matematica & Autocoscienza

“... Dall'analisi dei dati, sembra infatti evidente che diversi romani abbiano votato per Zingaretti alla Provincia e per Alemanno al Comune. Stando ai dati riportati dal sito del Comune di Roma, per Zingaretti hanno espresso il loro consenso 731.163 romani, garantendo al diessino il 50,95% dei voti espressi per la provincia nelle sezioni della sola capitale; per Rutelli hanno invece votato «solo» in 676.472. ... “

731.163 – 676.472 = 54.691

Ecco, oggi chissa' perche' mi sembra opportuno ascoltare cosa diceva (e cantava) tal David Riondino all'incirca trenta anni fa...


23 aprile 2008

flashback - tre parole...

Domanda d'inizio alla Stephen King: e' possibile essere al massimo della depressione e al picco d'euforia allo stesso tempo? Risposta sulla mia pelle: si'. Era l'estate del 2001, io avevo appena iniziato a lavorare per una "societa' di cultura" (ora Fondazione... ), ed ero, fondamentalmente, ridotto ad uno straccio per questioni personali. Come se non bastasse, da ogni tv, walkman, sala d'aspetto e perfino dalle radioline dei muratori che stavano restaurando il prestigioso palazzo allora nostra sede (ora non piu'...), arrivava questa canzone ... Oggi per caso l'ho risentita. Il flashback e' stato vigoroso. Maledizione, di solito i ricordi si legano a canzoni ben piu' mitiche. Guarda te. 


20 aprile 2008

finalmente qualcosa di nuovo...

... nel mondo dei festival. A Telluride quest'anno avranno Slavoj Zizek come guest director. L'eccentrico filosofo e psicanalista sloveno mostrera' alcune chicche tra i titoli preferiti della sua cineteca privata, che spazia dal musical stalinista Kubanskie Kazaki (1949) a Conviene far bene l'amore (1975) di Pasquale Festa Campanile, e comprende anche recenti hits hollywoodiani come Matrix e 300. Una scelta originale, che sicuramente premiera' questo festival alternativo americano.


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19 aprile 2008

Danny Federici 1950-2008

"Be a spirit, don't be a ghost...."

Thank you Phantom Dan.

www.thedannyfedericimelanomafund.com




28 marzo 2008

ecco...

...una volta c'erano Adorno, Schoenberg, e Luigi Nono che andava per le fabbriche.

E l'Internazionale.

Adesso scimmiottano i Village People su YouTube (http://www.youtube.com/watch?v=pXtqHLEZtO0).

Giorgio Gaber, nel 1991, diceva: " Qualcuno era comunista perché sognava una libertà diversa da quella americana."



19 marzo 2008

Arthur C. Clarke 1917-2008

 "Information is not knowledge, knowledge is not wisdom, and wisdom is not foresight. Each grows out of the other, and we need them all."

- Arthur C. Clarke


19 marzo 2008

Anthony Minghella 1954-2008

 

Ci colpiscono le scomparse dei grandi maestri del cinema, ma ancor di più quelle dei personaggi la cui arte è ancora in fieri. La morte di Anthony Minghella è tra queste, considerando la relativamente giovane età di un regista già premio Oscar nel 1996 per Il paziente inglese, titolo ora destinato a rimanere l’apice di una carriera autoriale alterna ma decisa.

Nato nel 1954 nell’Isola di Wight, il padre un gelataio di origini laziali, Minghella si avvicina fin da giovanissimo alla regia teatrale nell’atmosfera vibrante del palcoscenico inglese della Londra degli anni Settanta. Passa dalle scene alla tv, facendo una lunga gavetta alla BBC, dove in una decina di anni sale di livello da trovarobe a regista, producendo molta televisione seriale ma spesso di qualità. Il suo primo lavoro ‘vero’ da regista è Truly Madly Deeply (1990), originariamente un film TV che però verrà fatto circuitare anche nelle sale, e che in Italia esce con il titolo Il fantasma innamorato, dove il fantasma era uno degli attori preferiti di Minghella, Alan Rickman. Il relativo successo della pellicola d’esordio permette al regista di approdare all’opera seconda, il discreto Mr Wonderful (1993), in cui Mighella si trova per la prima volta alle prese con il sistema di Hollywood. Ma il progetto del cuore è un altro, l’adattamento sullo schermo del romanzo di Michael Ondaatje Il paziente inglese, che costerà al regista anni e anni di lotte e sofferenze. Un alone di leggenda avvolge ancora le circostanze della lavorazione di quel film, ma soprattutto tutti ricordano i retroscena legati ai gravi problemi di budget, gli scontri tra il produttore Saul Zaentz e i finanziatori, la troupe non pagata, gli attori che tagliano i propri compensi. E Minghella, in mezzo al deserto o tra gli studi di Cinecittà, che cerca di preservare con grande tenacia la sua visione. Dopo quattro anni di lavorazione, dal primo copione al final cut, arriva il trionfo, con 12 candidature agli Oscar, ben orchestrate dalla Miramax di Harvey Weinstein, e 9 vittorie (tra cui Miglior Regia per Minghella stesso), e il riconoscimento internazionale per i suoi protagonisti, il tenebroso Ralph Fiennes, l’affascinante Kristin Scott Thomas, la dolce Juliette Binoche.

L’autore rimane nella terra dei suoi avi anche per il suo film successivo, Il talento di Mr. Ripley (1999), remake o comunque riadattamento del romanzo di Patricia Highsmith da cui era già stato tratto Delitto in pieno sole (1960) col giovane Delon nella parte di Ripley. Oltre ad un cast stellare che comprende Gwyneth Paltrow, Jude Law, Matt Damon, Cate Blanchett e Philip Seymour Hoffman, c’è spazio anche per gli italiani Sergio Rubini, Ivano Marescotti, Stefania Rocca e pure Fiorello che intona “Tu vo’ fa’ l’americano” di Carosone. Ci saranno cinque candidature agli Oscar ma nessuna vittoria per Ripley, ciononostante Minghella rimarrà tra i registi di punta della Miramax, che gli affida immediatamente un altro adattamento letterario.

Colpito fin dall’inizio dalla piaga del “Kolossal a tutti i costi”, costruito a tavolino per far colpo sui membri dell’Academy, Ritorno a Cold Mountain (2003), dal libro di Charles Frazier, è praticamente il contraltare de “Il paziente inglese”. L’ipertrofia produttiva schiaccia una storia sulla carta intrigante, e affossa l’autorialità di Minghella, costretto a gestire star (Kidman, Zellweger) e budget (100 e passa milioni di dollari) forse troppo onerosi. Nonostante tutto, la Miramax raggiunge il suo scopo con altre sette nominations e una vittoria per Zellweger. Ma Minghella per il suo progetto successivo deciderà invece di tornare alla Londra dei suoi inizi, firmando la sua prima sceneggiatura originale dopo quindici anni. Complicità e sospetti (2006), questo il titolo italiano di Breaking and Entering, racconta di una Londra contemporanea, che ne ha già avuto abbastanza della sbronza ottimista della Cool Britannia degli anni di Blair. Mentre lavora a questo film, porta anche sulle scene del West End una personalissima lettura della Madama Butterfly, con un pupazzo del teatro giapponese (e marionettisti in scena) ad interpretare il figlio della colpa di Pinkerton. Minghella colse nel segno spesso anche come produttore, in coppia con il socio Sydney Pollack (The Quiet American, The Interpreter, e il recente Michael Clayton). Ironia della sorte, l’ultimo lavoro da regista l’avrebbe riportato proprio dove tutto era partito, sul piccolo schermo della BBC, dove il 24 marzo debutterà il pilot della serie TV The No. 1 Ladies' Detective Agency, tratta dai gialli di Alexander McCall Smith e coprodotta dalla americana HBO. L’ultimo ricordo cinefilo della sua carriera è invece quel cameo nel finale posticcio e post-letterario di Espiazione, dove Minghella è l’intervistatore che spinge Vanessa Redgrave/Briony a ricordare, cinematograficamente, le sue vicende passate. Un gioco metalinguistico a cui il regista innamorato dei libri e dei flashbacks si prestò più che volentieri.

dal Riformista del 19 marzo


13 marzo 2008

l'Italia in una battuta

 L'altro giorno Simona Ventura era ospite di Linus a Radio Deejay, per promuovere il suo nuovo programma televisivo, una sorta di incrocio tra 'Amici' e 'American Idol'. E ha detto, all'incirca, questo: "mi piacerebbe essere piu' cattiva, fare commenti spietati alla Simon Cowell, ma dopo mi troverei la gente davanti alla porta di casa la mattina dopo, queste cose in Italia non si possono fare...".

Eccolo, esplicitato apertamente in una pura situazione low brow, il male dell'Italia, di tutta l'Italia, quella sottile, comune ipocrisia, l'impossibilita' di dire ad un aspirante cantante che e' stonato in uno show televisivo, che rimbalza al di fuori del tubo catodico e diventa l'impossibilita' di dire ad un regista che il suo film e' inguardabile, o ad un politico che la sua gestione della cosa pubblica e' inaccettabile in un paese civile. Queste cose in Italia non si possono fare...

PS OK, vi state chiedendo perche' cavolo ascolto Radio Deejay ad Amsterdam... e perche' no?

PPS E se invece ci fossero ancora uomini cosi'?
http://www.video.mediaset.it/video.html?sito=iene&data=2007/10/25&id=3844


23 febbraio 2008

gli Oscar, finalmente...

Non parlero' di sceneggiature originali, e soprattutto di quelle adattate, ma parto con le mie previsioni da:

Miglior Attrice Non Protagonista:

Penso a Linda Hunt in "Un anno vissuto pericolosamente" e non posso che credere che la favorita sia Cate Blanchett in "I'm Not There" (Cate ha pure due nominations quest'anno...) . Certo che tutti, ma proprio tutti, di "Atonement" salvavano quasi sempre l'interpretazione di Saoirse Ronan...

Industria: Cate Blanchett
Personale: Cate Blanchett

Miglior Attore Non Protagonista:

Danno per scontata la vittoria di Javier Bardem, per premiare il film e l'uomo, ma non capisco sinceramente il ruolo. Seymour Hoffmann è sempre bravo ma il film è proprio brutto. Se dovessi decidere io lo darei a Tom WIlkinson in Michael Clayton

Industria: Javier Barderm
Personale: Tom Wilkinson

Miglior Attrice:

E' una bella lotta - vincera' la veterana Julie Christie o la francese Cotillard? Non saprei proprio neanch'io. La Christie è immensa in "Away From Her", la Cotillard è questa bella ragazzona d'Oltralpe che si trasforma nello scricciolo della Piaf. Lascio il dubbio ai giurati. Io scelgo la terza via, perchè senza Ellen Page, sarebbero riusciti a fare Juno?

Industria: Julie Christie, Marion Cotillard
Personale: Ellen Page

Miglior Attore:

Scontata la vittoria di Daniel Day-Lewis. Io preferirei una sorpresona tipo...

Industria: Daniel Day-Lewis
Personale: Tommy Lee Jones

Miglior Regia:

Sembra l'anno dei Coen, ma sinceramente non so perchè dovrebbero vincere loro, soprattutto per un film come No Country for Old Men... preferirei P.T. Anderson, o anche un colpo di scena.

Industria: fratelli Coen
Personale: P.T. Anderson, Julian Schnabel

Miglior Film:

Serenamente, pacatamente, nessuno dei cinque film candidati mi ha pienamente soddisfatto, per capirsi, "alla Departed". Quello "meno peggio" nei miei gusti personali è stato "There Will Be Blood", ma non so quante chance abbia di vincere il premio maggiore. Secondo me i voti dell'Academy andranno per la tradizione ("Atonement") o il trend del momento ("No Country"). Io divergo.

Industria: Atonement, No Country for Old Men
Personale: There Will Be Blood, Michael Clayton.


PS Non è decisamente stata una buona annata...


9 febbraio 2008

cominciamo bene... (3)

Oggi ho visto 'There Will Be Blood', in italiano 'Il petroliere'.

Gran film. Si perde un pò nel finale, ma la prima parte è assolutamente impeccabile. Vincerà l'Oscar? Dopo la Berlinale avrete le mie consuete previsioni...



18 gennaio 2008

cominciamo bene... (2)

Stamattina ho visto "Charlie Wilson's War"

Basato su una storia vera. 1980 Charlie Wilson, membro del congresso degli USA, guardacaso proveniente dal Texas, decide che è ora di pompare soldi in Afghanistan per bloccare il terrore russo. Peccato che in 90 minuti di film, tra Texas, Washington, Afghanistan e Pakistan, non si senta pronunciare manco una volta per sbaglio la parola "petrolio"...

Forse il copione originale di Aaron Sorkin sarà stato anche bello, pungente e satirico (dice la leggenda che si chiudesse con Charlie Wilson che assiste all'attacco al Pentagono dell'11 settembre...), ed è stato annacquato per passare. Tant'è che ci si annoia, e parecchio, se non fosse per il solito Philip Seymour Hoffmann in un'altra delle sue ennesime caricature, e per le tante belle figliuole di cui il congressman Wilson apprezzava la compagnia...

Ad alcuni giovani critici presenti è pure piaciucchiato... io rispondo "arridatece Ishtar!!!"

Ormai tutte le speranze dell'anno sono riposte sul petroliere di P.T. Anderson e D.D. Lewis...



4 gennaio 2008

cominciamo bene...

Stamattina ho visto il nuovo film dei fratelli Coen "No Country For Old Men".

A Cannes hanno urlato al miracolo.

I critici americani l'hanno messo in cima alle loro liste di fine anno.

Nominations ai Golden Globe e quasi sicuramente all'Oscar.

Sinceramente, pacatamente, il mio giudizio è: una boiata.

I Coen ci avevano abituato a ben altro. Sono ormai in caduta libera.

Cominciamo bene.


3 gennaio 2008

proponimenti per l'anno nuovo

1) perdere peso
2) imparare l'olandese
3) finire di scrivere il nuovo libro
4) non vergognarsi nel dire che "L'attimo fuggente" è rimasto un capolavoro dopo quasi vent'anni.
5) leggere almeno 5 classici che non ho ancora letto
6) guardare almeno 5 classici che non ho ancora visto
7) visitare un mulino a vento
8) girare un cortometraggio autoprodotto e metterlo su YouTube
9) cambiare le corde alla chitarra
10) comprare un giradischi


11 dicembre 2007

luttazzi 3... la dichiarazione di Veltroni

"Lo dico con sincerita', con pacatezza: LA7 e' la rete che chiude Luttazzi in seconda serata... MA ANCHE... quella che gli offre di apparire nel talk show in prima serata."


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9 dicembre 2007

Luttazzi 2: è andata così

"Annunciamo 10 puntate,  ma tu dì a Luttazzi che ne scriva solo 4, che tanto lo chiudono prima."
"E se per caso non lo censura nessuno?"
"Improbabile, eventualmente gli diciamo di farne una quinta dal suo spettacolo, e poi ci inventeremo qualcosa noi dall'interno."
"Quindi finiamo prima di Natale?"
"Certo, non è un programma adatto alle Feste..."
"E allora..."
"Magari chiederemo a Ferrara di inventarsi qualcosa per salvare la barca..."


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9 dicembre 2007

luttazzi...

La7 vorrebbe farci credere che in Italia si può scherzare sul sadomasochismo di Gesù Cristo (vedi puntata di Decameron di quindici giorni fa), ma non su quello di Giuliano Ferrara... mah.


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20 novembre 2007

I'm sooo tired

Sono stanco. Stanco di molte cose, di quasi tutto. Mi rendo conto che mi sto trascinando a fatica. Non capisco neanche se ho sonno, o magari sono invece solamente annoiato. "I simpatici mi stanno antipatici e i comici mi rendono triste" cantava De Gregori una decina d'anni fa. Luttazzi ha ragione, non fa ridere, pero' almeno ti da' una qualche emozione quando lo ascolti. Stupore o vergogna, aspetti di vedere fino a dove arrivera' stavolta, un po' come faceva Paolo Rossi ai tempi di tangentopoli. Almeno scaccia via il torpore per un'oretta. Per il resto, sono stanco. "I'm sooo tired", cantava Lennon nel White Album dei Beatles... avanti cosi'.


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permalink | inviato da sunsetblvd il 20/11/2007 alle 16:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


6 novembre 2007

Biagi e la morte del giornalismo

A parte tutta la retorica del caso, è stata dura stamattina accendere il computer per guardare le notizie italiane e vedere che era morto Enzo Biagi. Un pò per la stima nei confronti dell'uomo e del giornalista, un pò per il solito maledetto pensiero: mentre piangiamo i grandi del ventesimo secolo che se ne vanno, non sembra esserci un ricambio generazionale altrettanto valido. Mi immagino adesso le pagine e pagine di strumentalizzazioni sull'editto bulgaro, sul famigerato allontanamento di Biagi, Santoro e Luttazzi dalla RAI, per carità, giusto riconoscere i professionisti, i talenti, i miti viventi, e siam tutti contro la censura. Ma il mio pensiero corre anche ai tanti ragazzi di provincia che scrivono sui giornali locali per 5 Euro ad articolo, e al fatto che nessuno di loro ha oggi un briciolo di speranza non dico di avere la meravigliosa carriera di Enzo Biagi, ma almeno di fare del giornalismo una onesta professione. Insomma, muore Biagi, e piano piano, muore anche il giornalismo, quello vero, quello fatto da gente come lui, in quei tempi. Questo è il tipo di censura di cui si dovrebbe parlare. 


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